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Il linguaggio

Spesso il logopedista riceve famiglie con bambini che a 2 anni non parlano; essi possono semplicemente essere parlatori tardivi (LT) e solitamente in anamnesi si riscontrano altri casi con le medesime caratteristiche oppure, altre volte, ci possono essere veri e propri ritardi nello sviluppo del linguaggio.

Il linguaggio si sviluppa in varie fasi temporali. Quando parliamo di ritardo del linguaggio si intende un rallentamento nell’evoluzione di queste fasi.

 

I soggetti in cui si riscontra la presenza di un ritardo del linguaggio sono bambini che svolgono normalmente tutte le attività della loro età.

Ma come si può capire se un bambino ha un ritardo del linguaggio? Premesso che il logopedista, sottoponendo il bambino ad una serie di test sottoforma di giochi individua in base ai risultati se lo stesso ha o meno un ritardo del linguaggio, il ritardo è spesso collegato alle seguenti caratteristiche:

  • 6-8 mesi di vita: appare la lallazione;
  • 18 mesi di vita: le prime parole;
  • 2-3 anni: pronuncia un certo numero di parole – frasi non strutturate – generalmente comprensibile solo dal genitore – si aiuta con gesti per la comunicazione;

In taluni casi il ritardo del linguaggio è affiancato da disturbi psico-motori e ritardi nella lateralizzazione.

Alcune cause che possono provocare il ritardo del linguaggio sono:

  • carenza rapporto familiare;
  • permanenza nito sin dai primi mesi di vita;
  • nascita fratello
  • carenza di stimolazione
  • gemello
  • malattie (che comportano l’isolamento per periodi più o meno lunghi)

Rieducazione

Si svolge con cadenza bisettimanale con la collaborazione del genitore. Vengono svolti esercizi che stimolano il bambino portandolo alla correzione espressiva.

Spesso giungono allo studio LogopedicaMente genitori con bambini che “parlano male”.
Essi possono presentare:
1) disturbo specifico del linguaggio
E’ una situazione per cui l’acquisizione fisiologica delle abilità linguistiche è “disturbata” anche se non si rilevano alterazioni neurologiche o anomalie nei meccanismi articolatori, defici sensoriali, ritado mentale (RM) o fattori ambientali.
2) disturbo specifico dell’articolazione
uso dei suoni verbali non congruo all’età, ma vengono mantenute coerenti abilità lessicali e grammaticali.
3) disturbo del linguaggio espressivo
capacità comunicativa linguistica nettamente al di sotto della media per età, pur mantenendo una comprensione adeguata. Possono esser presenti anomalie articolatorie.
4) disturbo del linguaggio recettivo
la comprensione risulta deficitaria come anche la produzione linguistica